lunedì 9 febbraio 2009

Za-la-mort

Un tempo i comunisti mangiavano i bambini. Ora hanno gusti più sofisticati.

Io per fortuna non ho studiato né legge né medicina, quindi non parlo di persone "tecnicamente vive" o "legalmente morte": mi limito a distinguere le persone in vive e morte. Se una persona respira (o può venire alimentata, o ha le sue cose, etc. etc.), è viva. Altrimenti, è morta. Quando una persona che non viveva inizia a vivere, è nata: alla stessa maniera, quando una persona che viveva passa a non vivere, è morta. Se si compie un atto per il quale una persona viva diventa morta, la si uccide. Non sembra particolarmente difficile, e dovrebbero riuscire a capirlo anche i laureati in legge o in medicina.

Silvio Berlusconi era l'unico che potesse fare qualcosa, e poteva fare solo una cosa. L'ha fatta. Mi fanno un po' pena i cattolici di sinistra i quali, pur di non ammettere che Berlusconi ha fatto una cosa giusta, hanno separato il grano dal loglio anche quando era tutto grano: dicendo che non bisogna cadere nell'illusione di un Cavaliere salvatore, di Berlusconi uomo della Provvidenza, etc. Se l'ha fatto, dicono, lo fa per difendere i propri interessi. Mah. Io non credo, perché in un colpo solo Berlusconi s'è messo contro il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera e parecchi parlamentari del PdL che saranno costretti a votare contro la propria coscienza. Ha intrapreso una battaglia persa a priori, perché per quanto lui possa accelerare l'iter, la Englaro verrà uccisa in tempi rapidi. Non a caso, fino a pochi giorni fa, era sempre stato piuttosto morbido sui temi eticamente sensibili, ad esempio evitando di prendere posizioni drastiche sull'aborto. Gli conveniva? Per di più s'è messo contro la maggioranza degli Italiani, che sono un popolo comodo, versato nello scarico indifferenziato delle responsabilità e storicamente infastiditi dall'idea di dover accudire un debole o un malato. Forse è la prima volta che Berlusconi agisce senza tener conto dell'opinione pubblica. E se anche fosse? Trattandosi di un uomo portato alla semplificazione istintiva, ha capito che nell'affaire-Englaro sono in gioco non astratti principi morali o legali, ma il bene e il male tout court. Ha scelto la porta stretta e l'ha trovata sbarrata dallo Stato aconfessionale, da una pseudo-cultura egemone e dall'isterismo collettivo.

Per dire, io a parti invertite avrei difeso perfino Romano Prodi, se l'avesse fatto. Ma non l'avrebbe mai fatto, lui, perché è un cattolico adulto.

Giorgio Napolitano poteva fare solo una cosa, e non l'ha fatta. Se non ha firmato il decreto legge perché la sua coscienza resta indifferente di fronte all'uccisione per fame di una persona viva, è una bestia. Se non ha firmato il decreto legge perché frutto di Dio solo sa quale procedimento irrituale, vuol dire che tiene allo Stato burocratico più che alla vita (altrui): cosa che non sorprenderebbe, in un uomo che cinquant'anni fa esultava per i carri armati sovietici che entravano in Ungheria. In entrambi i casi, fra pochi anni dovrà renderne conto.

Gianfranco Fini secondo me è impazzito. Prima l'uscita in favore dell'insegnamento del Corano a scuola - e allora si disse che forse era eterogenesi dei fini, e che voleva impedire il proliferare di scuole coraniche incontrollabili, e vabbe'. Poi quella sulla compiacenza della Chiesa nei confronti del nazismo - e lì si pensò che il bue dicesse cornuto al ciuccio, o che si facesse più realista del re, per fugare da sé ogni sospetto di residuo nostalgico, e rivabbe'. Ora, la sua ultima sortita sulla Englaro - è chiaro che tre indizi costituiscono una prova. Lo aspetta la fine dei suoi predecessori Bertinotti e Casini, auguri.

Sto cercando di fugare da me il sospetto che il signor Englaro sia un Barbablù formato famiglia, come il marito di Terry Schiavo. Presumo e spero che non ragioni più per il dolore, quindi non gli do importanza. Rinfacciare a una figlia un'opinione espressa nell'adolescenza, e lasciare che la uccidano per quest'opinione, mentre lei è prigioniera del proprio corpo e non può in alcun modo esprimere il suo disaccordo - trovate voi l'aggettivo giusto per definirlo. Indizio: non è "eroico".

I peggiori di tutti sono i cattolici immaginari. Guardo e passo.

E i miei amici che tifano per la morte indotta, ritenendola un segno inequivocabile di civiltà: da un lato mi preoccupano perché sono gli stessi che tifano per i mussulmani, denotando un certo cupio dissolvi. Dall'altro mi terrorizzano perché, se domani loro dovessero trovarsi nelle condizioni della Englaro, io starò lì a pregare che Dio li tenga in vita, e che gli uomini si adeguino; loro invece faranno un carnevale in piazza per difendere il mio diritto di essere ucciso.

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